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1 Corso Aggiornamento ECM STRESS E SALUTE NELLE FORZE ARMATE E NELLE FORZE DELL'ORDINE
Data evento: 19/04/2018
Durata: 19/20/21 APRILE
Tipo evento: Corso di formazione
Prezzo: 150-iva
Destinatari: Psicologi, Psichiatri, medici, infermieri, assistenti sanitari, educatori professionali
Location: hotel silva splendid---- fiuggi terme fiuggi
Provincia: Frosinone
Orari: 9,30/18,30

"La famiglia militare in un'ottica di resilienza e di sviluppo"
Magg.( San) Psi Isabella Lo Castro
Stato Maggiore dell'Esercito ? Ufficio di Psicologia Militare

L'impiego attuale delle Forze Armate negli scenari internazionali mette il personale militare a confronto costante con situazioni sfidanti che richiedono un alto livello di preparazione professionale che non può essere però disgiunta dall'aspetto umano.
Ciò che in ambito NATO viene definita "human dimension" costituisce, infatti, fattore centrale della Operational readiness, la capacità di affrontare i compiti che ad un militare vengono assegnati nei contesti operativi. Essa è correlata non soltanto all'aspetto individuale ma anche agli affetti ed alla comunità sociale alla quale il militare appartiene.
A parere dell'autrice, alla luce dell'esperienza professionale maturata nel contesto militare italiano e della letteratura in materia, la famiglia militare non è una famiglia come le altre.
Essa condivide le dimensioni strutturali e le dinamiche di funzionamento di ogni famiglia, ma la specificità della professione militare e l'appartenenza a una comunità così fortemente caratterizzata rendono questo sistema peculiare per le sfide che è chiamato a fronteggiare.
In questo senso, la rete degli affetti del militare essa può essere considerata un'importante fattore di resilienza per il singolo e per i suoi stessi familiari da promuovere e sviluppare; in tale ottica muove l'attenzione, accresciuta nel corso degli ultimi venti anni, a questa dimensione del militare e realizzata mediante interventi psicologici di diversa natura (formativi, di sostegno in situazioni di eventi critici) realizzati attraverso le diverse fasi del ciclo di vita della famiglia militare.



























" Plasticità cerebrale e resilienza "
Cap.( San) Psi Giorgio Fanelli
Stato Maggiore dell'Esercito ? Ufficio di Psicologia Militare

Il cervello umano è un organo altamente plastico, che muta nel corso delle fasi della vita, influenzato dalle attività e delle esperienze che ciascun individuo fa. Promuovere e diffondere la cultura e gli strumenti dell'allenamento mentale, estendendo al cognitivo e all'emozionale ciò che da decenni è di precipuo interesse del fitness fisico è un profondo cambiamento culturale nelle organizzazioni complesse. Un training mirato con strumenti e software scientificamente testati, costante e progressivo della memoria, dell'attenzione, del discernimento decisionale, della velocità processi di pensiero, della gestione delle emozioni e dello stress porta progressivamente a cambiamenti strutturali del cervello, comportando un significativo miglioramento delle prestazioni e del funzionamento mentale. Scopo dell'intervento è la dimostrazione teorico applicativa di come questi concetti possano essere efficacemente introdotti in realtà organizzative peculiari quali l'Esercito, attraverso un percorso virtuoso e ben strutturato in grado di migliorare e promuovere la resilienza individuale e organizzativa, con una processualità circolare e olistica. L'illustrazione di alcuni esercizi da svolgere al computer, o attraverso strumentazioni tecnologicamente avanzate, sarà tesa a valorizzare l'ipotesi che il concetto di training possa sviluppare, rafforzare e recuperare la performance efficace, alimentando in modo sensibile il processo di resilienza.



























" Ruolo dei fattori cognitivi in genesi di combat stress nei moderni conflitti asimmetrici "
S.Ten.(San) Psi Davide Di Vitantonio
Comando Brigata Aeromobile "Friuli"

Parlare di Psicologia e Psicoterapia applicate all'ambito del conflitto armato, significa parlare di
dimensioni cognitive e affettive diluite all'interno di una cornice sostanzialmente innaturale, per quanto il conflitto in ogni sua forma, sia presente sin dalle prime forme di civiltà, dove si è passati dallo scontro fisico per il possesso di cibo o possibilità riproduttive, a combattimenti su più vasta scala. Dai primi resoconti tramandatici dagli storici presenti sui campi di battaglia, si evince materiale sufficiente a immaginare sistemi di reazioni psicofisiche del tutto sovrapponibili a quelli osservabili al tempo contemporaneo: le cronache narrano episodi di cecità temporanea di fronte a terrore travolgente, di incubi e comportamenti antisociali al rientro in Madre Patria, di reazioni imprevedibili di attacco/fuga e atti irrazionali (dettati dalla paura o da meccanismi primitivi di
regolazione emotiva) che hanno determinato su scala maggiore il destino di intere Nazioni.
In una cornice teorica focalizzata sulla cognizione, desta indubbio interesse l'analisi dei sistemi mentali superiori in rapporto a eventi fuori dall'ordinario: assumendo l'ipotesi del primato cognitivo, appare indubbia l'influenza della posizione individuale ad priorem rispetto al conflitto stesso, sulle attivazioni emotive che precedono e seguono il combattimento. Le credenze su di sé e sul proprio funzionamento, a braccetto con le teorie individuali sul funzionamento altrui, possono
influenzare in qualche modo il ristabilirsi dell'omeostasi psicofisica a seguito di eccezionali eventi, oppure il pericolo di vita e l'aggressione strumentale rappresentano stressors generanti reazioni squisitamente oggettive, presentando dunque minima varianza fra soggetti appartenenti a fasce d'età,cultura e preparazione fisica differente? Il quesito non è banale, e porta con sé una seconda domanda di natura prettamente terapeutica: gli interventi di Psicoterapia rivolti ai combattenti in sofferenza a causa di sintomi più disparati hanno dimostrato nel tempo una sicura affidabilità nella riduzione degli stati dolorosi, ma
potrebbero essere gli interventi stessi modulati a fine preventivo nei confronti di soggetti che per la
natura peculiare del proprio lavoro, sappiamo già dovranno trovarsi nuovamente ad adattare sé
stessi in situazioni straordinarie? All'interno della letteratura italiana tale ambito appare ancora poco esplorato. Gli stili di pensiero, le abilità di regolazione emotiva e le credenze apprese, possono essere modificati al fine di prevenire maggiormente l'insorgenza di disturbi disadattivi del comportamento? Il peso della cultura sociale quanto influisce sulla genesi e sul mantenimento dello stato di sofferenza? Traendo spunto dalle osservazioni cliniche e sperimentali più recenti, si cercherà di dare una risposta a tali quesiti, espandendo ulteriormente il campo di azione della moderna Psicologia Militare.









"Gli interventi psicologici sulla gestione dello stress a supporto delle operazioni"
Cap. (San) Psi. Angelica Pepe
Stato Maggiore dell'Esercito ? Ufficio di Psicologia Militare


L'intervento psicologico in materia di gestione dello stress è un'attività di Psicologia Militare finalizzata a fornire, alle unità inserite nel ciclo operativo, un bagaglio di conoscenze e di strumenti per gestire, a livello sia individuale sia di gruppo, lo stress legato alle operazioni Gli interventi sono realizzati nelle fasi di approntamento, operazioni e ricondizionamento a favore del personale e delle relative famiglie, per sostenerne il benessere psicologico e potenziarne il morale, garantendo l'efficienza operativa delle unità.
La capacità di gestire lo stress riveste infatti un'importanza fondamentale per la prontezza del singolo e delle unità, da potenziare nel corso di tutto l'addestramento e mediante specifiche attività.
La presente relazione si prefigge di presentare le procedure per la progettazione, la realizzazione e la verifica degli interventi sulla gestione dello stress a supporto delle operazioni sul territorio nazionale e all'estero.




























" L'attività formativa finalizzata alla gestione dello stress in ambito Forze Speciali " Ten. (San) Psi Roberto Bilotti
Ufficiale Psicologo Comando Forze Speciali dell' Esercito

Il personale che opera in abito FS/FOS si trova frequentemente esposto a situazioni operative caratterizzate da numerosi elementi stressanti, quali ritmi di lavoro elevati, esposizione a pericoli e minacce in ambienti ostili. L'addestramento specifico per gli operatori deve pertanto essere adeguato a questo tipo di impiego e soprattutto deve essere in grado di fornire elementi per affrontare e gestire in maniera funzionale gli stressor a cui vanno incontro durante le attività operative. L'inserimento dell'Ufficiale Psicologo in ambito addestrativo è finalizzato a migliorare la consapevolezza del personale nel saper riconoscere e gestire le proprie risposte emotive sia al fine di poter garantire una prestazione efficiente in qualsiasi condizione operativa, sia per prevenire e ridurre eventuali sintomatologie post traumatiche. Gli strumenti utilizzati sono costituiti prevalentemente da attività di formazione, osservazione sul campo e restituzione di feedback basati sull'analisi della situazione vissuta in addestramento in condizioni del tutto simili alla realtà operativa.






























" La sfida dell'adattamento:stress, percorsi e risorse del soldato"
Ten (San) Psi Claudia Colaninno
Ufficiale Coordinatore Psicologo

Il passaggio dalla condizione civile allo status di militare comporta per il giovane soldato inevitabili cambiamenti da affrontare, funzionali a introdurlo nel nuovo contesto.
Lo stress risulta essere una componente imprescindibile della vita militare e non è da considerarsi unicamente in chiave negativa: dalla fase iniziale di adattamento, fino all'impiego nei vari ambiti operativi, il soldato si confronta quotidianamente con stressors specifici ed è chiamato a mettere in campo strategie di coping efficaci, al fine di mantenere costanti ed elevate le sue prestazioni, la sua efficienza e la sua operatività.
Attraverso l'osservazione di migliaia di giovani durante le fasi iniziali dell'inserimento e del primo addestramento, nell'ambito dell'Esercito Italiano è stata maturata una ricca esperienza in merito alla formazione di base, per cui risulta evidente come un soldato "educato" e addestrato, da subito, a individuare e gestire i propri segnali di stress, sarà in grado di farlo consapevolmente, rappresentando una utile risorsa per il gruppo e, più in generale, per l'organizzazione.
Lo scopo del costante allenamento fisico e mentale, perseguito sin dalle prime fasi della formazione, è quello di far sì che lo stress esperito nelle operazioni militari venga direzionato in comportamenti positivi, con il conseguente aumento del senso di autoefficacia e autostima.
Nell'intervento, saranno illustrate le attività formative e gli strumenti finalizzati allo stress management del soldato, con l'obiettivo di contribuire alla maturazione delle competenze individuali e di gruppo, in un'ottica preventiva.



























"Fattori di rischio e protezione per la salute mentale dell'operatore di Polizia. EMDR come strumento di metabolizzazione"
D.T.C. Cristina PAGLIAROSI
Psicologo della Polizia di Stato

Partendo dalla legge di riforma, n. 121 dell'81, che darà spunto per analizzare il contesto in cui si svolge la mission della Polizia di Stato, l'intervento mira a passare in rassegna i vari ambiti di impiego dell'operatore di Polizia per evidenziare gli aspetti forza e di criticità che incidono sulla sua salute mentale. Fondamentale, a tal fine, analizzare il funzionamento interno del soggetto quale elemento che fa la differenza rispetto alla modalità di approccio alle criticità, nonché alla loro risoluzione.
Si illustrerà la metodologia dell'EMDR, anche attraverso sperimentazione diretta, quale metodo di metabolizzazione del trauma nonché di mobilitazione delle risorse per aumentare il proprio potere personale, la propria resilienza e qualità della vita. Tale metodo prevede un intervento su eventi critici vissuti al fine di metabolizzarli, come un evento critico di servizio, su timori fenomenologicamente sperimentati ma frutto di un vissuto interno piuttosto che di un evento effettivamente vissuto, come il blocco emotivo ad affrontare una certa area tematica, nonché lo sblocco di risorse per fronteggiare eventi futuri con maggiore consapevolezza e aumento del potere di azione soggettivo, come nelle performance. Il contesto di intervento è tanto quello critico, quanto quello operativo quotidiano, come ad esempio migliorare la capacità di fare fuoco, lavorando sulla cognizione profonda affinché la performance migliori.

















"Stress e intervento dello psicologo a sostegno del Personale di Polizia Penitenziaria"
Dott.Sandra Vitolo e Dott.ssa Irene Cantarella
Psicologhe Amministrazione Penitenziaria

L'intervento si propone di sottolineare l'influenza del contesto detentivo come altamente correlato all'insorgenza di stress e Sindrome di born out sul Personale di Polizia Penitenziaria. Verranno focalizzati i fattori di rischio: le problematiche relazionali con la popolazione detenuta, la gestione dei rapporti gerarchici e le criticità strutturali.
Si esporranno le soluzioni recentemente individuate dall' Amministrazione Penitenziaria per fronteggiare il fenomeno e il contributo che l'esperto psicologo può fornire per promuovere una concreta "umanizzazione" del lavoro quotidiano dell' agente di Polizia Penitenziaria.

Contatti per iscrizioni: segreteria@jusetpax.it
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